SAN LUCIDO. Ieri mattina, all’asilo nido comunale di San Lucido è arrivata una visita inaspettata: quella di un ispettore del lavoro, per conto della Procura della Repubblica di Paola.
L’ufficiale ha bussato alla grande struttura, presso la quale prestano servizio le cinque puericultrici Barbara Di Buono, Pierpaola Piredda, Margherita Santoro, Daniela Soria e Loredana Pastore, con in mano la denuncia di un cittadino privato e con il compito di acquisire alcuni documenti.
Sono carte che riguardano una questione già nota: la compatibilità tra la carica di assessore di un comune e lo svolgimento di un lavoro di pubblica utilità presso lo stesso ente.
Un argomento tutt’altro che nuovo per i sanlucidani, anzi già ampiamente discusso all’indomani della bufera in maggioranza che un anno fa portò l’allora sindaco Carlo Borsani a revocare l’incarico assessorile di Giuseppe Cavaliere, per consegnarlo tempo dopo a Loredana Pastore.
L’inghippo sta nel fatto che Pastore si trovò, in questo modo, a rivestire contemporaneamente il ruolo di assessore del comune di San Lucido e quello di lpu in servizio presso l’asilo nido comunale.
L’ispettore ha dunque da una parte acquisito il documento con cui l’ex sindaco ha revocato l’assessorato a Cavaliere e quello con cui ha nominato Pastore, e dall’altra ha registrato le firme di presenza delle puericultrici presso l’asilo nido, più le buste paga corrisposte a Pastore come lpu e le indennità liquidatele per la funzione d’assessore.
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