Ex Onpi, Cassazione “arbitro” tra Enti

I giudici romani si determineranno sui compiti di Comune e Regione

SAN LUCIDO.
Riguardo l’ex Onpi di San Lucido, un doppio filo lega il Comune e la Regione Calabria.

Il primo consiste nel contributo di 2miliardi di vecchie lire che ogni anno mamma Regione invia in municipio come spesa storica per la gestione delle attività (e che dovrebbe elargire anche nel 2007); il secondo, nelle rette per ospite che il Comune pretende dalla Regione da dieci anni addietro, tant’è che per ottenerle ha aperto un contenzioso giunto al terzo grado di giudizio perché prima il giudice ordinario e poi quello amministrativo si sono dichiarati incompetenti sulla materia.

5 commenti

  1. Tutti sono d’accordo per far guadagnare gli avvocati. Per ogni cosa, anche la più studipa bisogna andare dall’avvocato, anche poveri pensionati anziani e senza soldi?

    Così la trattenuta ex-onpi che tutti i pensionati devono pagare; se è “ex” vuol dire che non esistepiù, perchè nessuno, sindacalisti, chi deve proteggere i pensionati, il governo, il ministero del tesoro, le regioni, i comuni, le province, nessuno si è mai mosso in difesa dei poveri pensionati che devono subire senza colpe questa vergognosa ingiustizia?

  2. L’ONPI è un Ente sciolto 40 anni or sono.

    Il punto non è questo, ma il fatto che il prelievo forzoso rimasto in essere ancor oggi, risulta trasferito dall’INPS al Tesoro, e suo tramite alle Regioni, che lo inseriscono tra i propri flussi in entrata senza riservarlo agli scopi che suffragavano la trattenuta originaria, o quanto meno, senza documentarne la destinazione effettiva.

    Ciò posto, non è azzardato supporre che, venendo meno la necessaria trasparenza, il contributo ex ONPI sia investito (si fa per dire) in altri capitoli di spesa, non esclusa quella improduttiva.

    I tutti i pensionati avvertono attenzione ai loro problemi perché non sanno, ma tale assunto, che chiama in causa precise responsabilità della classe politica, e non certo della base, deve essere integrato annotando che, 40 anni dopo, gran parte di costoro ignora totalmente la natura di quel prelievo (minimo in cifra assoluta, ma pur sempre pari a 2,5 milioni di euro totali) e considera criticamente la sola realtà comprensibile, e cioè la sua perfetta identità a prescindere dall’ammontare delle pensioni.

    Alla stregua della Vostra conclamata sensibilità sociale, avremmo piacere di un Vostro impegno, se non altro per dare un esempio agli altri, su due fronti oggettivamente non difficili: quello della trasparenza sulla destinazione dei fondi ex ONPI, e quello di una corretta informazione alle categorie più deboli, ed in primo luogo a quella dei pensionati.

    Resta il fatto che la trattenuta generalizzata ex ONPI è un’iniquità morale ancor prima che una illegittimità amministrativa, perché, ferme restando le competenze delle Regioni e degli altri Enti locali in tema di assistenza agli anziani, il loro finanziamento da parte istituzionale potrebbe e dovrebbe essere assicurato da ben altri flussi, e non certo da un balzello di sapore vagamente borbonico a danno degli stessi Soggetti destinatari dell’aiuto.

    Certamente, il problema coinvolge una volontà politica che trascende quella delle singole Regioni ed investe competenze di Parlamento e di Governo, ma negarlo a priori, o circoscriverlo a “chiarificazioni burocratiche” se non anche a constatazioni circa il trattamento poco edificante riservato ai pensionati, significa indulgere ad una demagogia che si confidava, evidentemente a torto, essere stata superata dal nuovo corso politico.

    NON VOGLIAMO PAGARE PIU’ L’EX ONPI DALLE NOSTRE MISERE PENSIONI. CI DOBBIAMO INCATENARE PER QUESTA INGIUSTIZIA?

  3. Gemma Pedretta · · Rispondi

    Concordo la trattenuta ex-ONPI é iniqua e illegittima e chiediamo che non venga più trattenuta dalle nostre pensioni! L’ONPI è un ente soppresso da 40 anni, perciò questa trattenuta é un furto. Alla locale sede INPS non mi hanno neppure saputo dire a cosa si riferisce la sigla ONPI!
    Smettiamola di prenderci in giro e di prendere per il naso i pensionati! E’ una questione di principio!

  4. Francesco Ricco · · Rispondi

    L’O.N.P.I. (Opera Nazionale Pensionati d’Italia) è stato soppresso nel 1978 perché ritenuto doppione e quindi inutile di ciò che invece devono fare le regioni ma, all’epoca, emergenti. Il balzello, che corrisponde all’ultima trattenuta effettuata sui lavoratori e sui pensionati pari a lire venti di allora, è rimasto non solo ai pensionati ma a tutti i dipendenti pubblici e privati. L’ONPI gestiva circa una ventina di case di riposo sparse in tutta Italia. La sede centrale era posta nel palazzo rosato di Lungotovere Thaon de Revel, vicino a Ponte Milvio e attaccato alla sede zonale INPS di Roma nord. Le Case di riposo e il relativo personale sono stati trasferiti all’amministrazione regionali e poi demandate ai Comuni che le ospitavano. La sede centrale a Roma è stata svuotata del personale amministrativo (circa 500 addetti) trasferitosi quasi a richiesta, presso sedi ministeriali, parastatali, regionali e comunali. (Il tutto sotto la visione dell’allora Ministro della funzione pubblica: Giannini.) Francesco, pensionato, già dipendente amministrativo O.N.P.I.

  5. Francesco Ricco · · Rispondi

    Chi ne volesse sapere di più, per ciò che ricordo, usi la mia mail. Cordialità.

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