Lottizzazione, «Filippo voleva il Cda»

Pizzuti smentisce il rifondarolo sulle persone segnalate per il Cda

SAN LUCIDO. “Toccherà dare ragione a chi afferma che non può esserci dialogo tra maggioranza e opposizione”. La sommessa constatazione di Roberto Pizzuti segue le dichiarazioni di un altro Roberto, che di cognome fa Filippo e che sta dall’altra parte della barricata, ai banchi di minoranza. Lo scontro tra i due è avvenuto tutto sulle colonne di Calabria Ora, qualche giorno fa.

Roberto Pizzuti

Pizzuti, in qualità di presidente della commissione consiliare Ambiente e rifiuti, aveva affermato a proposito del consiglio d’amministrazione che verrebbe formato laddove si costituisse l’azienda speciale per la nettezza urbana: “Con Filippo abbiamo fatto proposte molto informali. Si è pensato di stilare una rosa di nomi di chi potrebbe gestire la società. Ciascuno presenterà i suoi e poi verranno concordati”.

Letta la dichiarazione su queste pagine, Filippo aveva dunque precisato: “Non ho mai pensato a una rosa di nomi per nessun consiglio d’amministrazione semplicemente perché non condivido la costituzione di un cda. Preferisco pagare i lavoratori che si adoperano per un paese pulito”; e poi: “Solo Pizzuti ha parlato di una rosa di nomi, mostrandomene alcuni sul telefonino. Io non ne ho mai fatti né intendo farne perché sono contrario al cda”.

Roberto Filippo

A replicare adesso è lo stesso vicesindaco: “I nomi che ho segnato sul telefonino sono due e dovevano essere i primi dei cinque che ciascun membro può indicare”.

Riguardo alla posizione di Filippo contraria alla formazione della triade dirigenziale, Pizzuti riferisce che “Filippo era d’accordo, soltanto voleva fosse formato da tre consiglieri comunali; questo tuttavia non è permesso dalla legge perché significherebbe che il Comune paga i suoi stessi amministratori; devono essere persone esterne”.


In foto: in alto, Roberto Pizzuti, vicesindaco di San Lucido e presidente della commissione consiliare Ambiente e rifiuti; in basso, Roberto Filippo, consigliere comunale di minoranza

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