Barriere architettoniche non previste. Sale il prezzo
SAN LUCIDO. Con la delibera numero 17 del 14 febbraio scorso, la giunta comunale di San Lucido ha approvato la seconda perizia di variante e suppletiva dei lavori di completamento e manutenzione straordinaria della scuola media cittadina per un importo complessivo di 125mila euro. La perizia riguarda alcuni interventi che vengono definiti “non prevedibili”, eppure riguardano l’abbattimento di quel che non si sarebbe dovuto erigere fin dall’inizio: le barriere architettoniche. Erano davvero interventi così imprevedibili, visto che una vasta legislazione in materia vieta le barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati fin dagli anni Settanta del secolo scorso?
In foto: la scuola media “G. B. Moscato” di San Lucido, cantiere aperto
Le leggi in materia di edilizia accessibile
I riferimenti normativi per l’accessibilità e contro le barriere architettoniche esistono sin dagli anni ‘70 del secolo scorso. Per quanto riguarda le legislazione più recente, particolarmente significativo è il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503 (pubblicato in S.O. della G.U. 27 settembre 1996, n. 227) - Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.
Al titolo terzo sono riportate le norme generali per gli edifici:
1. Le norme del presente regolamento sono riferite alla generalità dei tipi edilizi.
2. Negli edifici pubblici deve essere garantito un livello di accessibilità degli spazi interni tale da consentire la fruizione dell’edificio sia al pubblico che al personale in servizio, secondo le disposizioni di cui all’art. 3 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236.
3. Per gli spazi esterni di pertinenza degli stessi edifici il necessario requisito di accessibilità si considera soddisfatto se esiste almeno un percorso per l’accesso all’edificio fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
Ma prima ancora che un obbligo legislativo, trionferà mai il dovere etico di pensare anche e prima a chi non è autonomo, a chi è costretto a spostarsi su una sedia a rotelle?
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